L'AMMINISTRAZIONE LA VELA E LA QUESTIONE DEI
CAMPETTI:
UN SILENZIO CHE PESA
Negli
ultimi giorni si è registrata una forte polemica della squadra di pallamano di
Badolato, CS Meta2, contro l'amministrazione comunale pro tempore di Badolato.
Oggetto del contendere è la gestione della struttura sportiva ricadente sul
lungomare (i cosiddetti "campetti") che una delibera commissariale - adottando
apposita convenzione firmata nel marzo 2008 - ha affidato alla stessa società
sportiva CS Meta2.
A
tutt'oggi, si legge nel documento ripreso anche da alcuni giornali del
comprensorio, la giunta di Nicola Parretta non ha dato seguito alla delibera e
non ha consegnato la struttura alla suddetta società. Nel documento si lascia
intendere il perché di tale atteggiamento ostruzionistico: l'amministrazione, in
sostanza, non decide perchè nella vicenda è coinvolto qualcun altro che occupa
con alcuni beni la struttura degli spogliatoi. Strutture adiacenti, pare di capire,
andrebbero poi demolite per bonificare l'area e renderla fruibile alle esigenze
della società sportiva e dei badolatesi («i locali denominati “Poldino”
devono essere sgomberati da cose che non sono di nostra proprietà, come si
chiede la demolizione del corpo di fabbrica, realizzato adiacente la vecchia
struttura per poter bonificare l’area») . Il documento della CS Meta2 è del
27 gennaio 2009.
Quello che stupisce adesso è l'imbarazzato - ed imbarazzante, per tutta la collettività - silenzio di chi amministra la cosa pubblica. L'accusa è grave poichè si afferma di non voler dare seguito ad una delibera comunale per fare il gioco di soggetti privati (mai citati) che hanno interesse a non modificare lo stato di cose esistente. Signor Sindaco (si trova a Badolato?), è vera questa accusa? Dopo diversi giorni è opportuno si faccia chiarezza dicendo (ripetiamo, in maniera inequivocabile) se le cose stanno come dice il documento di accusa della società sportiva o se stiano in modo diverso.
La situazione è aggravata dallo stato pietoso in cui versano i campetti. Negli anni scorsi, con i pochi soldi disponibili, si era cercato di dare un minimo di fruibilità alle strutture, rendendo in qualche modo agibili i campi di basket, un campo da tennis, pulendo le adiacenze del campo di pallamano, riparando la recinzione esterna dei campi da tennis e pallamano e soprattutto cercando di dirimere le questioni che periodicamente si aprivano proprio sugli spogliatoi o sulla luce del campo di pallamano (luce riattivata negli anni scorsi). Tanto che, in data 3 agosto 2006, una comunicazione dell'assessore allo Sport dell'epoca, Nicola Criniti, rendeva nota la possibilità di giocare a tennis o a calcetto anche in notturna. Con pochi soldi si erano fatte alcune cose, soprattutto dando un "indirizzo pubblico" e chiaro alla politica sportiva del paese.
E la
politica sportiva dell'amministrazione in carica in cosa consiste? In questo
momento c'è il sospetto (per nulla smentito dal sindaco e semmai
accresciuto dal suo silenzio) che le cose stiano prendendo una piega molto
privatistica. Esattamente come per gli Usi Civici, dove si danneggiano decine di
famiglie per pochi interessi privati così anche lo sport diventa un'occasione di
pesanti sospetti. I campetti inoltre, non solo versano in una condizione
pietosa, ma sono un pericolo per chiunque, specie bambini e ragazzi, voglia
provare ad utilizzarli.
A fronte di tale sfascio andrebbe ricordato come, sempre negli anni scorsi (oltre ad un incontro con
l'allora assessore provinciale Capellupo sul tema ) era stato presentato, presso
la Provincia di Catanzaro, un progetto che sistemasse definitivamente i 2 campi
da tennis (più illuminazione), 1 campo di calcetto-pallamano (più
illuminazione), 1 campo di basket, 1 campo di pallavolo. Il costo non superava i
100.000 euro. Il progetto era semplice nelle sue linee guida: rifacimento di
tutti i tappeti da gioco (la spesa maggiore), acquisto attrezzature
(canestri, porte, reti etc.), impiantistica da illuminazione e quadri elettrici
per tennis e pallamano-calcetto, creazione di tribunette per il pubblico. Il
progetto, lo diciamo ai nostri impegnatissimi amministratori, è visionabile
presso l'Uff. tecnico (I lavori sono un obbligo del Comune ovviamente poichè la
proprietà degli immobili sportivi resta comunale, anche se esiste una
convenzione che li affida in gestione a terzi).
Anche a voler essere stretti ed occuparsi giusto di un campo
da tennis e di quello da pallamano (illuminandolo) oggi si potrebbe spendere
meno della metà di quei 100.000 euro per aggiustarli. La strana politica
sportivo-omissiva di questa amministrazione, invece, ha fatto di meglio: ha speso in
maniera indecorosa 50.000 euro (la cifra è proprio questa!) non per
aggiustare i campetti ma per le due famose giornate del Beach Soccer (luglio
2008) una simpatica fanfaronata con cui si è dilapidato in 48 ore ciò che poteva
essere speso per dare ai badolatesi doveva restare per qualche decennio: una
vera struttura sportiva polivalente.
La differenza tra la visione "pubblica" degli anni passati e quella opaca e spendacciona di oggi (accusabile di clientelismo pure sullo sport) è piuttosto evidente ed è accentuata da un altro elemento: chi va ad amministrare l'ente deve dare seguito alle delibere che ha ereditato. Il Comune ha vita continuativa, mentre gli amministratori ed i commissari vanno e vengono: non dare continuità porta contro i principi di buona amministrazione e dà luogo a comportamenti che, appunto, appaiono arbitrari.
L'amministrazione potrebbe uscire da questa grave situazione almeno dicendo cosa voglia fare: ma al momento tace e comunque non ha revocato nessuna delibera commissariale. La CS Meta2 è realtà che oltre a conseguire traguardi prestigiosi per una piccola comunità come la nostra, appassiona famiglie ed impegna ragazze che per giocare in qualche società sportiva sarebbero dovute andare fuori Badolato: a giudicare dal silenzio, evidentemente, l'amministrazione comunale vuole farle restare fuori paese...
Il Partito Democratico di
Badolato
Commissione Cultura, Sport, Associazionismo
Badolato, 31/01/2009