Quanto tempo dovrà ancora durare l’assurda pantomima sugli
usi civici?
Può un conflitto di interessi come quello del sindaco di Badolato continuare a
passare inosservato?
Può una persona con corposi interessi economici - su terreni su cui ha deciso di
concludere una vasta operazione edilizia - fare anche il sindaco?
No, perché nella assurda situazione di Badolato su quei terreni (che gli fanno
gola come imprenditore) egli va contro il suo Comune.
Le aree di cui trattasi, in passato utilizzate dalla comunità per esigenze
primarie, pascolo, raccolta frutti, legnatico etc., (“usi civici”) furono con
tutta probabilità usurpate dai baroni locali .
In un secondo momento, tali terreni sono stati oggetto di una rilevante
operazione economica che ha visto l’attuale sindaco protagonista in prima
persona.
Nel frattempo, i coloni che li stavano (e li stanno) coltivando, maturato per
legge il diritto all’affrancazione hanno esercitato la loro facoltà.
Nel frattempo, Nicola Parretta nel 2008 è diventato sindaco.
Il buon senso avrebbe voluto, che in tale qualità, (come avrebbe fatto qualunque
altro sindaco normale) lo stesso Parretta avesse sostenuto il riconoscimento
della demanializzazione di quei suoli, quali beni collettivi (fascia mare zona
Tiratore, posti a nord e a sud del torrente Barone inquanto gravati da usi
civici, cosi come accertati dalla Regione Calabria).
Invece, nel nostro caso, al fine di tutelare i suoi interessi d’imprenditore,
non ha trovato meglio che opporsi alle richieste di affrancazione formulate
dai coloni.
Nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare se lo avesse fatto da imprenditore.
Ma Nicola Parretta è sindaco!
A questo punto, il sospetto che si sia candidato solo per tutelare gli interessi
legati a tale vicenda è molto forte.
Appare del tutto evidente, che tale situazione, oltre ad andare contro ogni
logica, sia stata in violazione di tutte le regole (anche costituzionali, nonché
l’art. 78 della TU EELL 267/2000) riguardanti la buona condotta e l’imparzialità
nella cura degli interessi pubblici.
La distorsione dei principi che dovrebbero regolare la condotta amministrativa
ed il dibattito pubblico è ancora più inquietante per il fatto che i ricorsi
contro i numerosi coloni della zona interessata sono stati presentati anche dopo
l’elezione di Nicola Parretta a sindaco (ricorso depositato in data 23 aprile
2008)!
Non crediamo si possa andare avanti così!!!!!
Per continuare a fare il sindaco, il rag. Nicola Parretta dovrebbe rinunciare ai
ricorsi proposti, tra le altre cose facendo restituire al Comune tutti i soldi
pagati per gli espropri degli anni Ottanta (su terreni che con tutta probabilità
non dovevano essere espropriati e strapagati proprio perché demaniali).
Altrimenti dovrebbe dimettersi !!!
In mancanza andrebbe urgentemente sospeso dalla carica istituzionale che
ricopre, macchiata da un macroscopico conflitto di interessi.
Il Partito Democratico di Badolato
Il gruppo consiliare “Cuore per Badolato”
Badolato,16 novembre 2008