Come si inquina la spiaggia di Badolato

 

Solo pochi giorni fa avevamo documentato la sporcizia e l’inquinamento sulla spiaggia libera di Badolato. Alcune foto mostravano il quadro di un litorale che in questi anni (dal 2003) ha conseguito importanti riconoscimenti anche sulla “GuidaBlu” di Legambiente.

Di fronte a ciò l’amministrazione comunale di Badolato avrebbe dovuto semplicemente eliminare il degrado esistente, con qualche ora di lavoro dei mezzi meccanici. A distanza di pochi giorni, però, gli amministratori (dopo averci risposto che le nostre erano (testuale) «falsità e fesserie») hanno fatto una cosa decisamente più grave e sbrigativa: hanno buttato della sabbia proprio sopra quel lerciume, a ridosso del Lungomare. Tutto ciò è documentato da nuove foto che mostrano una ruspa impegnata ad insabbiare ferri, plastica e sporcizia che la prossima mareggiata farà riemergere, sempre che i veleni sotterrati non “fioriscano” prima sotto terra.

Questa amministrazione comunale ha senz’altro un’interessante filosofia ambientalista: taglia le erbacce nel paese ma sotterra i rifiuti pericolosi nella spiaggia. Così si prende qualche applauso e il resto, tanto, non lo vede nessuno. Tagliare l’erba è sacrosanto, ma l’ambiente è cosa molto più complessa e delicata, specie se c’è di mezzo la salute pubblica. Il vicesindaco Piperissa (assessore all’ambiente) in questi giorni ha detto che «la spiaggia è stata sgombrata in tempi dovuti dalle carcasse ingombranti esistenti, compresi bombole a gas e scaldabagni bruciati». Tempi dovuti? Come documentato, al 19 giugno nulla era stato tolto e carcasse di animali, scaldabagni bruciati e ferri di ogni tipo erano ancora sulla spiaggia e non sappiamo se siano stati tolti o semplicemente sotterrati. Il vicesindaco ha detto di chiedere conferme alla società addetta allo smaltimento dei rifiuti, ma la detta società (da noi interpellata) non ha saputo neppure precisare quando la raccolta dei rifiuti sul Lungomare sarebbe avvenuta! Ora, se pure volessimo concedere il beneficio del dubbio che gli ingombranti siano stati raccolti (cosa tutta da dimostrare) facciamo notare che ciò sarebbe avvenuto solo dopo le proteste di alcuni cittadini virtuosi e un nostro documento. Il vicesindaco aveva ricevuto queste segnalazioni da diversi mesi, ma solo ora si è mosso, forse perché ora arriva l’estate, la gente va a mare e lasciare la sporcizia in vista è sgradevole: meglio sotterrarla…

Quel che è certo, infatti, è che in questo momento diversi oggetti arrugginiti, plastica, sporcizia e altri pericoli stanno sotto il mezzo metro di sabbia appena depositata. Queste operazioni producono gravi danni nel tempo: nel 2006 quando si andò a svuotare ed eliminare il terreno sottostante il Lungomare (nello stesso punto di oggi) – terreno su cui era sorta una vegetazione fitta piena di rifiuti e topi - emerse di tutto. Trovammo elettrodomestici, buste, plastiche e ferri di ogni tipo, perfino pneumatici di camion. Il motivo? Alcuni anni prima quella terra era stata prelevata da dove capitava (specie letti di fiumare che contenevano immondizia varia) e buttata alla rinfusa, senza criterio e accorgimenti minimi. Su quella sporcizia, poi, “germogliò” di tutto.

Con l’operazione odierna l’amministrazione mette il litorale di Badolato nella stessa identica situazione e tra qualche mese ne vedremo le conseguenze, senza considerare già oggi i pericoli per l’ambiente e la salute o l’ipotesi che qualcosa sbuchi fuori prima, con pericolo per qualche “temerario” in vena di farsi una doccia sulla spiaggia. Invece di usare la ruspa per rimuovere, innanzitutto, il lerciume (e solo dopo spianarvi terra pulita) si è scelta un’altra strada, ben documentata dalle foto odierne, nascondendo (letteralmente) la polvere sotto il tappeto. Solo che invece della polvere ci sono, ferraglie, legni, rifiuti e quant’altro, magari anche i soliti pezzi d’amianto, per non dire di animali in decomposizione.

Evidentemente l’amministrazione pensa di prendersi qualche applauso basato sull’apparenza e su operazioni di breve periodo, ma un tale disprezzo per i beni pubblici è talmente grave da provocare danni nel lungo periodo e da farci ritenere inevitabile un interessamento di tutte le autorità di controllo sulle tematiche ambientali e sui rischi per la Salute pubblica.

 

Il Partito Democratico di Badolato

23 giugno 2010