Partito
Democratico Badolato, Gruppo consiliare di opposizione "Cuore per
Badolato"
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proposte contro il dissesto idrogeologico di Badolato
L’assemblea dello scorso 11 ottobre
2009, convocata dal PD Badolato per discutere della grave situazione
idrogeologica del nostro territorio, ha elaborato una serie di proposte che
impegneranno l’azione del partito e del gruppo di minoranza, quest’ultimo già
favorevole (nel consiglio dello stesso 11 ottobre) ad una struttura viaria sul
torrente Barone, per evitare l’isolamento della zona Tiratore.
Nell’assemblea è emersa la censura per gli errori passati, culminati
nell’adozione di un Piano Regolatore Generale che ha gettato le premesse per
un’ulteriore massiccia (e disordinata) cementificazione, triplicando la
superficie edificabile di Badolato e prevedendovi fino a un milione di metri
cubi di cemento in più.
Proprio nel timore che certe cattive politiche abbiano insegnato poco, il
PD ed il gruppo d’opposizione guardano con preoccupazione alla recenti misure
di monetizzazione e vendita di terreni pubblici a privati, adottate
dall’Amministrazione in carica. Soluzioni che per favorire entrate finanziarie
rischiano di alimentare confusione ed una gestione urbanistica fuori controllo,
con il Comune che abdica pericolosamente a funzioni di governo e tutela
idrogeologica del territorio.
L’assemblea, che ha visto il contribuito di diversi cittadini, accanto
alla giusta richiesta di manutenzione ordinaria ha elaborato altre proposte di
buon senso, che facciamo nostre.
Quella che segue è la nostra base programmatica sul tema. Un semplice
decalogo che porteremo avanti e che
sottoponiamo agli amministratori in carica (perché si attivino) ed alla
cittadinanza (perché ne sia informata e si mobiliti a sua volta):
1) Messa in sicurezza immediata delle aree più a rischio, sia della
Marina (con la rimozione di terreno di riporto nelle zone critiche, specie
Montemanna) che del Borgo (specie la cosiddetta “area demarcata”). Risalire
alle cause delle esondazioni nell’area “167” ed avviare un programma di
canalizzazioni che, con scavi mirati e poca spesa, possano ritracciare i canali
naturali, se non ripristinarli del tutto (se deviati o coperti, questo è da
appurare). Può essere opportuno crearne, con attenzione, di nuovi per agevolare
il deflusso e la corretta raccolta acque. Monitorare gli sbocchi a mare e
valutare lo studio di lavori più a monte visto che la messa in sicurezza del
Torrente Barone ha riguardato l’area più a valle.
Lo stesso deve farsi per gli altri
torrenti. La zona “Melindus”, di cui poco si parla è pure adiacente ad un
corso d’acqua ed ha evidenziato serie problematiche, con allagamenti di
abitazioni sempre per mancate canalizzazioni.
Tra le altre situazioni critiche si registrano i
problemi dell’area attigua alla Ferrovia. Si appuri se sia stata operata la
chiusura di alcuni scoli provocando diversi allagamenti nell’abitato. In tal
caso si dovrebbe provvedere rapidamente alla loro riapertura.
Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità
intervenendo con fondi comunali per le problematiche più urgenti e rischiose
(dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie
strade interne), regionali e nazionali per gli interventi strutturali.
2) Studio sul territorio affidato ad un professionista di provata
competenza o pool di tecnici ugualmente esperti ed apprezzati.
3) Creare un fondo permanente (da rimpinguare anno per anno) in apposito
capitolo del bilancio comunale, di sostegno alla popolazione che subisce danni
per eventi climatici ed altre calamità.
4) Accertamento delle eventuali responsabilità per fenomeni di
esondazioni ed allagamenti diffusi. Ciò scoraggerebbe abusi futuri.
Miglioramento dell’attività di controllo anti abusivismo e di monitoraggio
sul percorso dei torrenti spesso pieni di immondizia, scarichi inquinanti,
scarti di varia natura ed ingombranti.
5)
Massima attenzione nella redazione del nuovo Piano Urbanistico (PSC) da
impostare in chiave totalmente opposta al vigente Piano Regolatore Generale.
6) Interrompere la prassi della vendita di suoli pubblici a privati.
7) Monitorare le lottizzazioni sul territorio, specie quelle su terreni
argillosi o in prossimità di essi, per evitare situazioni che in futuro possano
determinare rischi per la collettività.
8) Programmare esercitazioni per piani di evacuazione e sgombero per
qualsiasi tipo di emergenza. Organizzarsi, a tal fine, soprattutto con i
quartieri e le scuole.
9) Valutare la creazione di moderni sistemi di raccolta acque su modelli
già adottati in taluni Comuni del Centro-Nord già colpiti da alluvioni ed
esondazioni.
10) Piantumazioni di alberi già di alto fusto e di vegetazione specifica
con radicamento sotterraneo in grado di limitare fenomeni franosi.
L’amministrazione si attivi per incentivare gli accordi tra privati per
piantumazioni nelle aree di loro proprietà (che, private o meno, possono sempre
provocare danni alla collettività), anche valutando, in caso di rischi chiari e
documentati, poteri sostitutivi di intervento.
Il
Partito Democratico di Badolato
Il Gruppo
Consiliare di Opposizione “Cuore per Badolato”
Badolato, 17 ottobre 2009