Il
Partito Democratico calabrese acceleri la nuova fase congressuale
Le
vicende politiche di questi giorni mostrano come sia fondamentale per il Partito
Democratico prepararsi a una sua nuova fase, avviandosi verso un Congresso quasi
rifondativo dopo quanto verificatosi negli anni scorsi. Oggi il nostro partito a
livello regionale e provinciale non è ancora fuori dall’emergenza
commissariale seguita alla sconfitta delle regionali della primavera 2010. Un
commissariamento inevitabile poiché il PD negli anni scorsi ha sofferto una
gestione insensata della sua vita interna (per non dire della politica
regionale) che ne ha fatto strumento per metodi che i nostri iscritti hanno
avvertiti come non loro.
È
subentrata, quindi, una fase commissariale indispensabile che ha portato a una
riorganizzazione delle federazioni provinciali e di tante sezioni sul
territorio, cosa per cui il commissario Musi merita un elogio, forte e
incondizionato. È ora quindi possibile uscire dall’attuale fase e prepararsi
ai nuovi congressi, perché la base possa riconoscersi in una dirigenza che sia
frutto dei deliberati e della volontà degli iscritti.
Essendo i congressi la migliore dimostrazione della dialettica interna ai partiti, nel loro rapporto tra iscritti e dirigenza (tanto è vero che nell’Italia berlusconiana il partito del premier di congressi non ne ha mai fatto uno), è nostro dovere dare al PD calabrese quella normalità organizzativa degna di una formazione che voglia riaccreditarsi al governo della cosa pubblica, sia facendo una forte opposizione in sede regionale e provinciale, sia dando un contributo di fronte ai disastri e alle macerie che lascerà in Italia il berlusconismo.
A breve le sezioni PD del Basso Jonio catanzarese dovranno quindi raccordarsi, incontrandosi nuovamente e convocando i propri iscritti in una loro assemblea, per un’iniziativa che chiarirà queste posizioni, spronando a una nuova stagione congressuale che dia serenità alla base e permetta di affrontare le nuove, difficili, sfide che si pongono dinanzi al partito.