Il PD Badolato: sulla minaccia del torrente Barone nessuna fretta…

 

Resta ancora inascoltata la protesta con cui nelle scorse settimane centinaia di cittadini, con il contributo del Partito Democratico, hanno posto il problema della mancata pulizia del torrente Barone, cioè del corso d’acqua che nel 2000 ha devastato il quartiere 167 di Badolato Marina e il cui livello è sempre a pochi metri da case, strade e ferrovie.

La tragedia di Liguria e Toscana in questi giorni ha confermato, ove ce ne fosse bisogno, come il dissesto idrogeologico renda prioritaria una forte opera di controllo e prevenzione, specie in questa stagione. Anche nel caso di Badolato, dove un fiume può tracimare coinvolgendo la popolazione civile, i suoi beni, infrastrutture viarie fondamentali come la Statale 106 e la ferrovia, il pericolo resta elevato. Il sindaco di Badolato fa bene a promuovere incontri sulla messa in sicurezza delle scuole ma dimentica che nell’area più a rischio vi è proprio la scuola elementare del paese. E in questi giorni contratta con la Cassa Depositi e Prestiti un mutuo di 200.000 euro a carico dei cittadini per un ponte sul torrente Barone stesso, ma da mesi non ha la forza di eliminare il pericolo maggiore derivante da quello stesso corso d’acqua.

Ci permettiamo di far notare che un buon sindaco e una buona amministrazione dovrebbero fare il diavolo a quattro e “incatenarsi” alle porte di chi ha il potere di risolvere rapidamente la questione della sicurezza del torrente. Una buona amministrazione, cioè, deve battere sulla situazione di pericolo fino alla sua completa risoluzione. A Badolato, invece, dopo mesi sappiamo solo che un intervento è allo studio della Provincia e qualche lavoro forse si è effettuato un po’ a monte del torrente. Aspettiamo novità a breve ma resta inconcepibile che passino così ben due mesi dalla segnalazione dei cittadini. E il problema, peraltro, esiste da molto più tempo, solo che in estate nessuno pensa ad alluvioni, che invece preoccupano quando arriva l’autunno. In poche parole i cittadini dell’area interessata, se a settembre e ottobre non ci sono stati problemi, non devono ringraziare sindaci e presidenti ma solo il caso, poiché il clima finora non ha infierito e non siamo di nuovo di fronte a eventi disastrosi.

Dalla petizione che segnalava il problema a oggi sono passati ben due mesi. Il sindaco di Badolato se ne è stato a Roma (a Badolato abbiamo questa situazione indecorosa del nostro primo cittadino che viene qui tre giorni al mese, cui ormai tutti sono assuefatti), i suoi assessori come sempre non hanno detto nulla, la minoranza consiliare ha offerto il solito spettacolo indecoroso, ridotta al silenzio, e la popolazione nei pressi del torrente è rimasta in sospeso a ogni giorno di pioggia.

I drammi del passato a Badolato e le recenti disgrazie italiane sembrano insegnare poco o nulla. La lentezza del Comune a tutela dei cittadini che rischiano la propria incolumità e i propri beni ritarda decisioni che riguardano perfino la tutela delle poche strutture viarie (stradali e ferroviarie) di questo disgraziato territorio. Nessuna protesta forte, tolta qualche letterina di circostanza, presso enti superiori.

Perché dobbiamo sempre rischiare l’emergenza, spendendo domani dieci volte di più per riparare ciò che, oggi, può aggiustarsi con modica spesa e in poco tempo?

 

 

Il Partito Democratico di Badolato

Badolato 29.10.2001