SEZIONE DI BADOLATO
Agire
sui danni alluvionali ed il dissesto del territorio badolatese.
Deplorevole l'assenza di un'amministrazione comunale durante l'emergenza
Gli eventi alluvionali della scorsa settimana, si sono rivelati (fortunatamente) di minore drammaticità rispetto a quelli di alcuni anni fa, ma ci spingono a sottolineare aspetti di assoluta rilevanza per quanto concerne il nostro Comune.
Il territorio di Badolato è completamente devastato da una presenza edilizia che, al di là dell’abbruttimento della frazione marina, ha determinato gravi disservizi e problemi legati alla incolumità di molte famiglie. Durante i giorni di forte pioggia alcune di esse sono rimaste intrappolate nella zona “Tiratore”, tra due fiumi in piena, mentre nella 167, nonostante la messa in sicurezza di torrenti come il “Barone” (finalmente un’opera pubblica senza sprecare soldi, nei tempi giusti e dando i risultati per cui è stata progettata!) le case si sono riallagate con danni materiali per famiglie che avevano già subito l’alluvione del 2000.
A
questo punto servono sia interventi immediati che strutturali. I primi per
aiutare un minimo le famiglie coinvolte poiché, per questi allagamenti, c’è
da ritenere che né lo Stato né la Regione metteranno a disposizione fondi. I
secondi per risalire alle cause di questa nuova esondazione ed evitarla in
futuro. Come partito e forza di opposizione riteniamo di doverci rivolgere
all’Amministrazione Comunale ma ci troviamo in seria difficoltà poiché, nei
giorni in cui il paese tornava in apprensione e molte famiglie vivevano una
nuova tragedia per l’alluvione, l’Amministrazione è vergognosamente sparita.
Lo diciamo da tempo ed oggi l’assenza cui la maggioranza “La Vela” ci ha
abituato in questo suo primo anno ha trovato una deplorevole conferma in questa
settimana di difficoltà. È desolante prendere atto della assenza totale degli
amministratori (feste escluse) proprio in momenti di crisi e richiesta di aiuto dei
cittadini.
La questione è grave poichè, per prassi, quando si
prevedono eventi alluvionali di questo tipo scatta la cosiddetta "allerta
meteo" da parte delle prefetture. Ogni "allerta meteo" viene
quindi notificata dai carabinieri al sindaco, in sua assenza al vice sindaco o
altro assessore. Le pessime previsioni meteorologiche, quindi, non potevano non
essere note e comunque, una volta emersa la drammaticità della situazione
bisognava essere presenti. In tutti i paesi vicini i sindaci e gli assessori
sono stati attivi, in strada, al fianco di tecnici e mezzi di soccorso, in
contatto con prefetture e forze dell'ordine. Hanno quindi svolto un ruolo
importante sia dal punto di vista morale (segnalando la presenza delle
istituzioni ai cittadini in difficoltà) che da quello operativo. A Badolato no:
il sindaco era a Roma. La Giunta in vacanza. Gli altri
non pervenuti. Alle feste tutti presenti, nelle emergenze tutti in letargo: non
si può governare il paese così.
Parlando di devastazione edilizia il sindaco-imprenditore di Badolato dovrebbe mettersi una bella mano sulla coscienza dato che (come dimostra l’ultima la vicenda sugli usi civici) la voglia di costruire sul nostro territorio non l’ha mai persa (facendoci pure una campagna elettorale sopra!). È evidente che chi ha prosperato su un modello aggressivo di edilizia privata non vuole farsi carico dei danni e dei rischi che essa comporta alla collettività. Neppure se fa il sindaco. Al riguardo, invece di sperperare soldi (come il Governicchio Berlusconi che pensa al ponte sullo Stretto mentre da quelle parti Messina frana), sarebbe bene lasciare perdere inutili e costosi progetti (come la nuova sala consiliare da 100.000 euro!) per cose più sensate.
1) Monitorare il territorio e stabilire delle priorità per la messa in sicurezza delle aree più a rischio, sia della Marina che del Borgo. Mettere in cantiere tutte le opere utili a tali necessità intervenendo con fondi comunali per le necessità più urgenti e rischiose (dato che l’inverno è alle porte) e con finanziamenti provinciali (specie strade interne) regionali e nazionali per gli interventi strutturali.
2) Creare un fondo comunale permanente (da rimpinguare anno per anno) di sostegno alla popolazione che subisce danni per eventi climatici ed altre calamità.
Tale semplice programma si dovrebbe avviare con il coinvolgimento della
popolazione locale e dei tecnici del paese, con regole certe che evitino abusi
ed irregolarità. Come detto (basta risparmiare i 100.000 euro della sala
consiliare) i soldi ci sono. Bisognerebbe chiedersi, semmai, se in questo paese
c’è un’amministrazione.
Badolato 3 ott. 09