Sul concorso per le 3 unità da assumere nel Municipio di Badolato e su cui il PD aveva avanzato perplessità, nei giorni scorsi c’è stata una replica dal Comune. Questa replica, tuttavia, non è venuta da sindaco o assessori, come sempre assenti, ma da Gerardo Mannello, responsabile dell’area amministrativa del Comune di Badolato.
Mannello, che ha firmato il discusso bando del concorso, ha rilasciato un’intervista di cui pochi sanno perché uscita il 31 dicembre 2011, quando il bando che era già scaduto da tre giorni e mentre tutti ci apprestavamo a festeggiare il nuovo anno: un tempismo indubbiamente sospetto. Il peggio, tuttavia, sta nella sostanza di quella intervista. In essa Mannello dice: “escludo nel modo più categorico che ci siano responsabilità dell’amministrazione comunale”. Dal che ricaviamo la conferma che qui a Badolato a guidare l’amministrazione non siano i politici ma i tecnici. Quindi Nicola Parretta è ormai un sindaco di facciata che ha delegato pieni poteri a Gerardo Mannello. Tra questi poteri perfino quelli di fare interviste e polemiche politiche.
Mannello nell’intervista racconta una stranezza dietro l’altra e - a differenza di quanto abbiamo fatto noi che abbiamo contestato tutta la procedura in maniera molto circostanziata - afferma la regolarità del bando senza però dimostrarla in alcun modo. Nell’intervista del 31 dicembre non c’è nessuna risposta sugli articoli 32, 33 e 34 del regolamento che parlano della commissione giudicatrice. Nessuna risposta sul perché fossero previsti 10.000 euro per partecipare al concorso, un errore grossolano ed evidente, ben noto a chi lo ha fatto, ma che stranamente non è mai stato corretto. Nessuna risposta sulla scarsa pubblicità del bando, poiché la vera pubblicità è stata data dalle proteste che si sono levate dal nostro partito, riprese da giornali, televisioni, internet e Consulta Giovanile.
Poi Mannello fa una confusione sconcertante tra i titoli di accesso alla prova concorsuale e i titoli di merito. Dice: “Per partecipare al concorso viene richiesto il diploma. Potevamo farlo per titoli ed esami favorendo qualcuno e invece abbiamo [dato] l’opportunità anche a chi non ha avuto la possibilità di raggiungere la laurea o un dottorato”. Ora, a parte il fatto che favorire qualcuno solo perché si fa valere una laurea appare quantomeno ridicolo, la cosa grave è che Mannello non capisce, da quanto si legge nell’intervista, che un conto è il titolo per partecipare (e anche a noi, dovendo assumere C1, va bene il diploma), ma un’altra cosa è il titolo di merito, cosa che doveva dare qualche punteggio ai più meritevoli che hanno studiato e fatto fare sacrifici alle famiglie per una laurea o altri titoli scientifici e culturali.
Come può un responsabile comunale non capire neppure questa differenza? O forse lo fa apposta? Di certo il fatto che un responsabile di area amministrativa dica certe cose non solo lascia perplessi sulla vicenda concorsuale ma crea interrogativi riguardo la gestione dell’ente, visto che l’evanescenza dell’amministrazione in carica finisce col dare molto spazio ai tecnici del Comune. Se anche questi, poi, rilasciano dichiarazioni del genere viene da chiedersi: chi gestisce e con quali metodi il Comune di Badolato?
Nessuna risposta, infine, sul numero delle prove (in base al Regolamento dovevano essere 3 e non 2) e la loro presunta difficoltà (quiz invece di temi). Forse Mannello ci verrà a spiegare che non le hanno fatte difficili per non favorire qualcuno…magari i più bravi!
Mannello
dice che andrà dai carabinieri e in prefettura a mostrare le carte del
concorso. È un giochetto cui siamo abituati da quando faceva il sindaco: il
lupo grida “al lupo al lupo!” Se proprio ci vuole andare, però, se la
prenda comoda: tutta la documentazione è già stata inviata a chi di dovere,
esattamente per come l’ha prodotta lui. Semmai lavori per non continuare ad
alimentare i mille sospetti che circondano un concorso che da occasione di
riscatto per i più meritevoli si sta trasformando in una commedia, tra
l’altro poco divertente.
Il
Partito Democratico di Badolato
Badolato
6 gennaio 2012