PD Badolato: sul
torrente Barone un disastro annunciato
Per il bene della cittadinanza l’amministrazione vada a casa
“Noi
facciamo i fatti, il PD fa solo chiacchiere”. Con queste parole, 10 giorni fa,
il sindaco di Badolato, Nicola Parretta, prendeva in giro il PD e, come al
solito, i badolatesi (come fa da più di tre anni) dopo che la Provincia gli
aveva promesso 60.000 euro per la pulizia del torrente Barone. Ai modi sempre
arroganti del sindaco avevamo risposto come fosse molto rischioso aspettare
l’appalto da 60.000 euro, perché l’arrivo delle temute piogge autunnali era
incombente. Il sindaco non ci ha degnato di una risposta, ha ringraziato di
cuore la Provincia, e se ne è tornato a Roma augurando buona fortuna ai
badolatesi.
Ma
i badolatesi di fortuna ne hanno poca. Non solo hanno questo sindaco e la sua
giunta (che è perfino più assente del sindaco stesso), ma devono subire il
torrente Barone che ha provocato una nuova, grave, emergenza allagando per
l’ennesima volta il quartiere 167 e provocato gravi disagi sia alla
circolazione stradale che a quella ferroviaria.
Tutto
quello che i cittadini della zona alluvionata e il Partito Democratico avevano
segnalato da mesi, e che l’amministrazione comunale ha sottovalutato, si è
invece avverato.
Il
Comune di Badolato aveva ricevuto un’allerta meteo lunedì pomeriggio. Ma
nonostante fosse nota da mesi la situazione del torrente Barone, e nonostante
gli episodi del passato, nessuno ha ritenuto di dovere allertare la popolazione:
un errore che si sarebbe potuto trasformare in qualcosa di più pesante se
l’alluvione fosse stata ancora più consistente o si fosse verificata di
notte. La stessa scuola elementare ha registrato momenti di grave difficoltà,
cosa che (pure questa) avevamo denunciato solo pochi giorni fa. E non si dica
che col senno di poi è facile parlare. Da tempo il problema era noto e
segnalato. Da due mesi alcuni cittadini coadiuvati dal Partito Democratico hanno
raccolto centinaia di firme per segnalare i timori sul torrente e le hanno
consegnate al Comune. E da settimane il nostro partito esce con documenti che
segnalano il problema.
Non
è stato fatto nulla, mentre oggi comincia un penoso scaricabarile. Il sindaco,
che non si è fatto né vedere né sentire, affida a internet il suo pensiero
dando la colpa alla Provincia. Ma come? Solo una settimana fa il sindaco era
pappa e ciccia con la Provincia di Catanzaro che ringraziava per i 60.000 euro,
e ora gli scarica la colpa?
È
vero che la Provincia non ha avviato procedure d’urgenza. Ma
l’Amministrazione sapeva del torrente Barone da mesi, quindi doveva agire ben
prima dell’autunno. Invece il Comune si è mosso solo dopo le firme di
protesta dei cittadini, l’alluvione del torrente è arrivata e oggi siamo al
più ridicolo scaricabarile con il sindaco che minaccia di denunciare la
Provincia.
Invece
di fare oggi chissà quale presunta denuncia penale il sindaco di Badolato, se
fosse stato un vero sindaco, avrebbe dovuto fare, ben prima, una forte denuncia
politica e morale, per ottenere l’attenzione degli enti preposti sul problema.
Ma così non è stato, e il sindaco dopo qualche letterina bollata (come se
quelle bastassero) cerca di parare il colpo addossando ad altri le sue evidenti
responsabilità. Un vero sindaco difende coi denti la dignità dei propri
concittadini e si batte per la loro tutela essendo il massimo responsabile
dell’incolumità pubblica. Non se ne torna a Roma dopo aver mandato una
letterina per pulirsi la coscienza. Parretta e i suoi assessori, invece, non si
sono neppure fatti vedere durante l’emergenza, tolta una comparsata del
vicesindaco, di fronte ai cittadini esasperati che spalavano fango dalle loro
abitazioni. Un comportamento che mostra una volta di più, che lusso sia tenersi
un sindaco che viene a Badolato 3 giorni al mese e una giunta di cui non si
hanno più notizie da anni.
Il
disastro, come segnalavamo assieme ai cittadini da mesi, era ampiamente
annunciato. E il Comune si è mosso male e in ritardo.
Di
fronte a questo sfascio Nicola Parretta e la sua amministrazione devono
dimettersi, perché sono completamente inadeguati.
Devono
dimettersi per manifesta incapacità e per l’intollerabile assenza politica e
morale con cui stanno amministrando il Comune di Badolato.
Devono
dimettersi perché la nostra comunità chiuda con un consiglio comunale
inguardabile, con una minoranza consiliare compiacente e silenziosa oltre ogni
decenza, con assessori che qui nessuno vede da mesi, con un sindaco che ha fatto
in paese i suoi affari, ha distrutto l’economia del posto e ora fa il sindaco
per chissà quali ragioni, venendo a Badolato 3-4 volte al mese.
La
cittadinanza si è rassegnata al silenzio e di fronte alle emergenze viene
travolta dal fango e dall’inattività dell’amministrazione. Per quanto tempo
ancora? Quanto ancora dovremo subire una situazione talmente indecorosa, specie
alla luce dei dissesti idrogeologici che a tutt’oggi si continuano a
registrare in altri punti del nostro territorio e di un’emergenza per il
quartiere 167 che sembra non avere mai fine?
Il
Partito Democratico di Badolato
Badolato
10 novembre 2011